t’hovisto

t’ho visto

nel nostro groviglio di corpi sudati e le mattonelle fredde della doccia, lo scrosciare dell’acqua e Love Anthem N1 in sottofondo, poche parole, ansimi, affanni e le tue labbra pretenziose, sono le nove e sono stretta tra la calca di pendolari sul 1, un sorriso nostalgico con gli occhi fissi su Corso Sempione, un pezzo di Battisti mi avvolge, un po’ come il tuo sguardo vigile che dice così tanto, “stai in fissa con gli occhi, eh?” e m’hai sgamato, che io gli occhi tuoi li ho guardati ancor prima di vederli, quel verde scuro che mi ricorda un paesaggio di montagna d’estate, una distesa infinita di conifere

e poi me l’hai detto pure tu che a te solo guardarmi ti sazia, e vorrei dirti che anche per me è così, ma poi ti ho avuto e sono diventata un’incapace

incapace di esistere e di resistere